Agira, sulle tracce di Diodoro Siculo

Agira, sulle tracce di Diodoro Siculo

Agira, sulle tracce di Diodoro Siculo

La primavera è alle porte e presto potremo godere delle belle giornate all’aria aperta, alla scoperta delle tante bellezze che la Sicilia offre alla nostra vista.

Noi Isolane questo mese abbiamo dedicato una giornata alla visita di una cittadina dell’entroterra siciliano, famosa per il suo dolce tipico ma che in realtà ha tanto altro da mostrare ai visitatori.

Stiamo parlando di Agira, cittadina che diede i natali a Diodoro Siculo, considerato “Il padre della storia” e oggi vi condurremo in un viaggio immersivo a cinque sensi.

Siete pronti?

Agira, è un piccolo borgo dell’entroterra siciliano, in provincia di Enna, sorge sul monte Teia e si snoda tra vicoli e cortili in cui si sovrappongono stili diversi.

E’ una delle più antiche città dell’interno della Sicilia e domina la fertile valle del fiume Salso, una delle più ricche di storia; qui vi nacque Diodoro Siculo, grande storico che per primo si cimentò nella stesura di una storiografia universale.

Durante la nostra visita in questo piccolo borgo non abbiamo potuto fare a meno di godere della sua splendida posizione: Agira offre da ogni parte un bellissimo panorama sia per le montagne che la circondano, sia per la piccola pianura di Caramitia, che si trova sulla strada per Raddusa. La vista che lascia indubbiamente senza fiato è quella che si può ammirare guardando a nord-est, dove all’improvviso spunta imponente mamma Etna.

Certamente, visitare un luogo con la gente del posto è quel qualcosa in più di cui noi siamo fautrici. Per scoprire la vera essenza di un territorio, infatti, bisogna abbandonarsi ai racconti di chi questi luoghi li vive quotidianamente e ne conosce ogni singola sfaccettatura.

E’ stato bello addentrarsi per le vie della città, alla ricerca di luoghi di interessi e di monumenti e scoprire, oltre alle tracce non cancellate dal tempo, le connessioni tra gli abitanti, i rapporti di conoscenza e di amicizia che rendono un luogo davvero unico. E tra una visita e l’altra anche noi ci siamo imbattute in una conoscenza “per caso” e da lì è stato un susseguirsi di racconti e di risate, come se fossimo amici di vecchia data.

Se si pensa che Agira possa essere visitata tutta in un giorno, si commette un errore. Anche noi pensavamo fosse possibile fare una visita veloce, ma ogni angolo nasconde qualcosa di interessante da scoprire e così suggeriamo di prevedere almeno un pernottamento. Un buon pretesto per godere di un fine settimana in total relax alla scoperta dei ruderi del Castello, dell’Haaron ha Kodesh della Sinagoga – testimonianza della presenza di una comunità ebraica ad Agira nel medioevo- e l’ Abbazia, per citare soltanto alcuni dei luoghi di interesse.

Per gli amanti della natura, non può mancare una passeggiata o un trekking alla Riserva Naturale Orientata Vallone Piano della Corte, compresa tra i lembi della Rocca di Agira e l’abitato di Regalbuto. Questa riserva è stata istituita per la conservazione e tutela di un ambiente umido di particolare interesse botanico.

Chi visita Agira, infine, non può non assaggiare la famosa “Cassatella”, dolce tipico della tradizione agirina, una mezzaluna di pasta frolla ripiena di un impasto di cacao, mandorle tritate, farina di ceci, zucchero e scorza grattugiata di limone: una vera goduria per il palato, soprattutto se degustata appena sfornata! Altro dolce tipico di cui sconoscevamo l’esistenza gli “‘nfasciateddi”, biscotti farciti con mandorle e miele.

Al termine della nostra giornata, siamo tornate a casa con tante nuove idee da sviluppare e da condividere con i nostri viaggiatori.

Noi siamo pronte a vivere una  nuova esperienza … e tu?

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