Per le vie di Sciacca e Favara tra arte, cultura e tradizione

Per le vie di Sciacca e Favara tra arte, cultura e tradizione

Per le vie di Sciacca e Favara tra arte, cultura e tradizione

Passeggiando tra le strade di Sciacca, piccolo borgo di pescatori, e Favara, detta la città dell’agnello pasquale

Il nostro viaggio alla scoperta di nuove perle siciliane continua, e questa volta tocca a Sciacca e Favara, il primo, piccolo borgo di pescatori, la seconda, detta la città dell’agnello pasquale, ubicate entrambe in provincia di Agrigento.

Durante il tragitto scopriamo meravigliosi scorci, fino al nostro arrivo a Sciacca, dove veniamo accolte dalla nostra prima ospite, in rappresentanza del Museo dei Cinque sensi, la quale ci racconta di questa giovane realtà molto vicina al nostro progetto, creata per valorizzare il proprio territorio.

Anche se la giornata è calda e gli appuntamenti in agenda si susseguono, riusciamo a visitare uno tra i più rinomati laboratori di corallo della città, dove possiamo constatare con i nostri occhi, quanto impegno e quanto lavoro ci siano dietro la realizzazione di un oggetto fatto a mano.

Dopo un pranzo fugace, incontriamo Angela, titolare di un B&B ubicato nel centro storico, la quale, innamorata del proprio lavoro e della propria città, ci illumina sul grande potenziale che Sciacca può offrire al viaggiatore esperienziale. Per farci comprendere al meglio di cosa sta parlando, organizza per noi una piacevolissima sorpresa: un giro in Ape taxi per le vie della città alla scoperta degli angoli più remoti. Bellissima esperienza! Alla guida Francesco, che ci fa vivere la città in tutti i suoi vicoli, narrando la storia di Sciacca e dei suoi più importanti monumenti e chiese; ci fa scoprire la casba e il quartiere ebraico, fino ad arrivare al porto dove incontriamo dei pescatori appena rientrati dalla loro giornata di lavoro, intenti a scaricare cassette piene di pesce freschissimo di ogni genere. E per rendere ulteriormente l’idea di quanto sia ospitale la gente del luogo, veniamo invitate ad assaggiare i gamberetti appena pescati, dal gusto ineguagliabile!!!

Ma non finisce qui! E’ risaputo quanto i pescatori siano orgogliosi del proprio lavoro e delle proprie barche e, così, il comandante Pippo ci fa visitare il suo peschereccio, permettendoci di toccare con mano la tradizione dei pescatori del luogo. Per rendere omaggio alla nostra visita, prima di andare via, riceviamo in dono una bellissima conchiglia, rara e preziosa!

Dopo questo piccolo intermezzo al porto, quasi al termine del nostro giro turistico, Francesco ci conduce in uno degli scorci più caratteristici di Sciacca: un vicoletto ricco di mosaici, interamente realizzati da un privato che, innamoratosi della cittadina, decise di acquistare una casa dentro una grotta realizzando negli anni meravigliosi mosaici con oggetti riciclati tra i più svariati, al fine di rendere l’ambiente più accogliente! Inizialmente quest’opera a cielo aperto non è stata compresa ma, alla fine, l’artista ha avuto la meglio e, così, oggi questo è uno dei vicoli più fotografati di Sciacca!

Oltre ad essere un borgo marinaro, Sciacca è conosciuta per la ceramica, per il carnevale e per il corallo, una delle attività di punta della città.

Infatti, di rientro dal tour in Ape Taxi, conosciamo Peppino, titolare di un laboratorio artigianale di corallo all’interno del quale è stato allestito un piccolo museo, interamente curato dallo stesso. Vedendoci incuriosite approfitta di questo incontro per farcelo visitare e per raccontarci le origini del corallo e di tutte le sue peculiarità.

Staremmo ore ad ascoltarlo ma la nostra giornata non è ancora finita e, dunque, dopo le foto di rito, saluti e una visita al B&B di Angela, ci prepariamo per un altro incontro. Indovinate dove e con chi? Ma ovvio! Non potevamo rinunciare alla famosa granita di zio “Aurelio” , titolare di uno storico bar del porto, famosissimo per l’appunto per la granita al limone preparata in maniera tradizionale! E ad accoglierci c’è proprio lui, lo Zio Aurelio, uomo di altri tempi, che gioisce del fatto di trovarsi al cospetto di tre giovani donne! Esperienza condivisa con altri amici colleghi, con cui ci eravamo date appuntamento per chiacchierare di nuove avventure da vivere insieme!

Stanche ma felici, guidiamo verso Agrigento, per raggiungere lo splendido boutique hotel, dove pernotteremo, ubicato nel cuore della Valle dei Templi. Dopo aver salutato il nostro ospite, non possiamo che abbandonarci al relax più totale, in una location magica dove i nostri 5 sensi vengono coinvolti a 360 gradi: tra aiuole, orto, piscina, ristorante, palestra. Per non parlare delle stanze, tutte bellissime! Alcune delle quali con piscina privata e vista meravigliosa sul Tempio di Giunone! Che dire?! Un angolo di paradiso…Sarà per questo che gli antichi greci hanno scelto questi luoghi per costruire i Templi che, ancora oggi, sono lì imponenti e meravigliosi?

Durante la nostra brevissima permanenza, il padrone di casa, Enzo, e l’intero staff ci coccolano in tutto e per tutto. Siamo davvero grate! Anche questa giornata è finita e finalmente si va a dormire ma, al nostro risveglio, un’altra bella esperienza ci attende. https://isolanepercaso.it/doric-bed-boutique-hotel-agrigento-sicily/

Ci alziamo di buon’ora e dopo un’abbondante colazione, partiamo alla volta di Favara, a circa 10 minuti di auto da Agrigento, dove ad attenderci c’è Annalisa. Chi è Annalisa? Una donna allegra, solare, vulcanica…insomma una donna sicula per eccellenza!

Annalisa ci coinvolge subito in una piacevole degustazione, portandoci in uno dei laboratori storici di pasticceria del centro: qui i cannoli di ricotta e le “Paste di Elena”, tipico dolce favarese creato in onore della regina d’Italia Elena di Savoia, esaltano i nostri sensi. Ancora oggi, molte persone trasferitesi al nord, quando rientrano per le vacanze fanno una sosta obbligata in questo laboratorio per acquistare queste prelibatezze.

Dopo aver finito la nostra degustazione, ci trasferiamo a casa di Annalisa, ambiente caldo e solare, dove viviamo una “dolce esperienza”: come preparare la “cubaita”, torrone di Favara, il cui nome deriva dall’arabo e significa “mandorlato”. Il metodo è semplicissimo: bastano soltanto zucchero e mandorle in egual misura e prestare attenzione a non farli bruciare durante la fase di cottura. Dopodiché il composto fluido ancora bollente si stende su una base di marmo e si amalgama velocemente nelle forme che più si desiderano. Basta non distrarsi e il gioco è fatto! https://isolanepercaso.it/at-annalisa-s-house-favara-sicily/

E’ ora di pranzo e le strade sono deserte. C’è caldo, ma noi continuiamo il nostro giro per le viuzze del centro storico di Favara, dove spiccano la Cattedrale ed il Castello con la sua grande cupola visibile da tutta la città, per poi immergerci in un esempio di recupero di un quartiere della città , grazie al lavoro di una coppia che ha realizzato il Farm Cultural Park, dove all’interno dei suoi 7 cortili, si possono ammirare installazioni di arte moderna e contemporanea e trovare svariati locali per una piacevole sosta.

E’ arrivato il momento di rientrare a casa, come sempre soddisfatte delle belle ed inaspettate esperienze vissute e delle belle persone conosciute!

Noi siamo pronte per una nuova esperienza.…e tu?

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• Prima dell’inizio dell’attività la temperatura corporea dovrà essere al di sotto dei 37,5°C, previa impossibilità a partecipare
• I partecipanti dovranno essere in possesso dei dispositivi di protezione individuali obbligatori per legge, per tutta la durata dell’attività


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