Buccheri antichissimo Borgo tra miti, archeologia, natura e buon cibo

Buccheri antichissimo Borgo tra miti, archeologia, natura e buon cibo

Buccheri antichissimo Borgo tra miti, archeologia, natura e buon cibo

Curiosità su uno dei borghi più caratteristici e antichi della Sicilia.

Buccheri è il comune più alto della provincia siracusana e degli Iblei.

Un borgo antichissimo con un territorio ricco di testimonianze archeologiche che datano la presenza dell’uomo in età arcaica con una serie di capanni pastorali costruiti con tecnica megalitica, con la Grotta di S. Nicola, una chiesa scavata nella roccia di epoca cristiana, con affreschi ancora in parte visibili. II mito racconta che qui il pastore Dafni pascolava i suoi armenti e quelli degli dei, al suono del flauto.

Adagiato alle pendici del monte Lauro (987 m s.l.m.) vide insediarsi sul suo territorio Siculi, Romani, Bizantini e Arabi. Ma furono i Normanni a svilupparlo edificando sul colle Terreo un castello fortificato con due torrioni ed un mastio di cui ancora oggi sono visibili importanti reperti.

I Paternò furono i primi signori di Buccheri, che ne presero possesso nel 1088. Nel 1282 il borgo, già sviluppatosi attorno al castello, passò ad Alaimo di Lentini protagonista dei Vepri Siciliani, che vi risiedette insieme alla tanto chiacchierata moglie Macalda di Scaletta. Il feudo passò poi alla famiglia Montalto.

Primo barone di Buccheri fu Gerardo Montalto, investito nel 1313. Dopo due secoli la signoria del paese passò alla famiglia Morra, e da questa agli Alliata-Villafranca, che governarono fino ai primi anni del 1800.

Il borgo di Buccheri fu quasi completamente distrutto dal terrificante terremoto del 1693, ed in seguito fu ricostruito nella sottostante valle cambiando l’orientamento delle chiese rimanere fedele allo schema geometrico del barocco.

A nord troviamo la chiesa di S. Antonio posta in cima ad una lunga e scenografica scalinata, spicca tra le case ed i palazzi storici del borgo con un’alta facciata ornata da colonne con al centro la torre campanaria.

Un’incisione su un cantonale posto sull’abside data la sua costruzione nel 1212.

L’interno a tre navate con colonne che fanno da base ad archi a tutto sesto, è ornato da stucchi del Gianforma da tanti dipinti tra cui due quadri di Guglielmo Borremans, un dossale d’altare in marmo bianco con scene bibliche di fine ‘500. La sedia presbiteriale, il coro ed il pulpito sono di Domenico Avola. La statua di Sant’Antonio del 1743, che ancora oggi viene portata in processione, è di Michelangelo Di Giacomo.

Ad est una gemma dell’architettura barocca siciliana: la chiesa di S. Maria Maddalena, in origine era una piccola chiesetta fuori le mura, la cui facciata è opera dell’architetto Buccherese Michelangelo Di Giacomo. All’interno nella navata di destra è collocata la deliziosa statua marmorea della Maddalena, scolpita nel 1508 da Antonello Gagini. Altre preziose statue di San Biagio, San Francesco di Paola, S. Rosalia, S. Lucia, S. Agata ed una statua lignea del ‘400 denominata U patri abbunnanzia (il Padre dell’Abbondanza). Ed ancora notevoli quadri del ‘700 ed un pregiato organo del ‘600 dalle 1631 canne ed ancora oggi perfettamente funzionante.

A sud in cima ad una ripida salita, la piccola chiesa rurale del Crocifisso, un luogo di preghiera e raccoglimento che domina il borgo e da sempre ospita le funzioni della Settimana Santa.

Nel circostante Bosco del Crocifisso un’istallazione di Alfredo Romano raffigurante la Madonna rivolta verso il cielo, ed un frassino di circa 200 anni.

Ad Ovest il Santuario della Madonna delle Grazie, una chiesa tardo settecentesca dove sull’arco trionfale fu posto lo stemma di Buccheri e vi fu trasferito l’antichissimo altare della Madonna dell’Assunta.

Al centro di questo quadrilatero la Chiesa Madre, dedicata a Sant’Ambrogio, il santo milanese patrono della cittadina. Tante altre opere d’arte tra le quali una tela del ‘600 raffigurante San Michele, una del ‘700 raffigurante Sant’Ambrogio, e una statua del Santo di Gaetano Franzese.

A poca distanza, la “Fontana dei quattro canali” realizzata in pietra lavica che zampilla ininterrottamente acqua dai quattro mascheroni dal 1585.

A pochi chilometri dal centro immersa nel verde si trova la Chiesa di S. Andrea, la chiesa più antica di Buccheri che sembra custodirla nel tempo e proteggerla dai cataclismi che si sono susseguiti. Edificata verso il 1225 da Federico II in località Rachalmeni, dove esisteva una comunità araba, è un raro e mirabile esempio di arte gotica religiosa del periodo Svevo. Al suo interno, sono visibili i graffiti fatti dai pellegrini con date di centinaia di anni fa. Una leggenda racconta che chi nasceva a S. Andrea era “ciocciu”, balbuziente.

Sempre a breve distanza dal centro del borgo un’ultima magia naturalistica: il geosito carsico delle “Gole della Stretta”: il risultato dell’azione erosiva del fiume San Leonardo. Le pareti delle gole sono in alcuni tratti con un ripido sviluppo verticale, mentre in altri versanti sono presenti tombe castellucciane.

Questo magico borgo è immerso in un comprensorio boschivo di quasi duemila ettari ricchi di pini, cipressi, roverelle, castagni, dove vivono indisturbati daini, caprioli, maiali neri e dove sorge l’unico Parco Avventura degli Iblei.

Passaggi tra gli alberi con reti, corde, ponti tibetani, e Zipline di diverse lunghezze. Un paradiso naturale per grandi e piccini, con percorsi di diversi livelli di difficoltà.

In contrada Pisano si trovano i 250 esemplari unici al mondo del preistorico arbusto “Zelkova sicula”. Questo è un arbusto in pericolo di estinzione, e quindi specie protetta.

Per la sua altitudine, a Buccheri in inverno la neve è sempre presente anche con accumuli di parecchi centimetri.

Grazie a questo il borgo è circondato da diverse nevriere (grotte o buche in cui si raccoglieva la neve per tenere freschi cibi e bevande durante l’estate) che fino agli anni ’50 costituivano un fiorente commercio con diverse città siciliane fino a Malta. La neve raccolta veniva venduta ad ospedali o per la produzione di gelati o granite. Ancora oggi sono visibili le nevriere a grotta o a cupola o a dammuso.

Buccheri è la capitale siciliana del turismo Naturalistico ed Enogastronomico, una serie di eventi nel corso dell’anno ne valorizzano le tradizioni storiche, ed i suoi gioielli.

Come il MedFest manifestazione dove si offrono pietanze della cucina medioevale desuete ed antiche tra spettacoli a tema come il Festival dei Tamburi.

Un’altra imperdibile esperienza da vivere a Buccheri è la passeggiata nei meravigliosi boschi. Ottobre è il mese dedicato alle escursioni guidate tra i boschi con mostre micologiche e percorsi tra i tesori architettonici del borgo con soste nelle osterie per la degustazione dei prodotti agroalimentari tipici locali dai salumi, alle olive, ai funghi, alle salsicce, ai primi piatti con il tartufo o lo zafferano.

Insieme a diversi prodotti tipici inseriti nell’elenco del MIPAAF (Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali) come u Pani co Pipi – pane di casa raffermo ammorbidito con un composto liquido di estratto di pomodoro, condito con origano, peperoncino, olio e uova o il Cuddhuruni – Pasta ammorbidita con acqua, rimpastata e condita con olio extravergine d’oliva, origano, peperoncino e basilico fresco, Favi Liezzi – fave cotte e condite con cipolla, sedano, olio extravergine d’oliva, salsa di pomodoro, origano, peperoncino fresco o essiccato. Funciddhi – dolce a forma di funghetto elaborato con frutta secca, moscato o marsala, uova, zucchero e bucce di mandarino tritate.Oliva a Puddhasceddha di Buccheri – Olive raccolte a fine settembre addolcite, schiacciate, disossate e condite con aglio, menta fresca, aceto di vino e olio extravergina d’oliva.

Panifrittu cu l’uovu – pane raffermo bagnato nell’uovo e fritto in olio extravergine di oliva con aggiunta di sale e origano.

A Buccheri ogni mese dell’anno è dedicato ad una antica e preziosa tradizione. Ve ne citiamo qualcuno:

A dicembre, con la Via della Luce, tutto il borgo si immerge nell’atmosfera natalizia con il Presepe a grandezza naturale, la grandiosa luminaria della Natività, i mercatini di Natale, il fiabesco Bosco degli Elfi.

A Pasqua, “U passiu Santu” con la rappresentazione della Via Crucis in dialetto siciliano tra i vicoli e le piazzette del borgo.

O i ”Sentieri di Maggio” quando ogni domenica del mese ci si può immergere nella natura che circonda Buccheri accompagnati da guide specializzate.

Per tutto questo Buccheri vanta un lungo elenco di riconoscimenti attribuitigli negli anni.

Oltre a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, nel 2015 è stato nominato Capitale Mondiale dell’Olio Extravergine di qualità, nel 2018 Comune d’Eccellenza tra le migliori 100 mete italiane premiato per il progetto “Oro degli Iblei” quale 1° Comune ambasciatore dell’agroalimentare.

Nel 2021 Borgo dei tesori.

Sempre nel 2021 insignito del titolo del Borgo più bello di Sicilia e dall’autorevole WFTA nominato “Best Culinary Destination” migliore destinazione Culinaria al Mondo.

Potremmo raccontarvi tanto altro ma diamo a voi la possibilità di scoprirle…

Possiamo dirvi che a nostro parere Buccheri è una delle mete da visitare assolutamente nel vostro viaggio in Sicilia, per assaporare la vera essenza siciliana in tutte le sue forme e sfaccettature….. Vi aspettiamo a Buccheri!

Testo e foto dal web

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