Viaggio in Sicilia attraverso cultura, tradizione, natura e storia accompagnate da un pizzico di spiritualità.
Oggi abbiamo in programma la visita di alcuni luoghi e territori a noi sconosciuti, ubicati in provincia di Caltanissetta e Agrigento. Arriviamo dunque a Caltanissetta di buon ora, dove sedute ad un bar veniamo sedotte dall’aspetto goloso di una fresca granita di gelsi ordinata al tavolo accanto. Qui, incontriamo Alice e Irene, le nostre guide per un giorno, che ci mostrano in una maniera inconsueta le bellezze della città, tra chiese, vicoli e storia di una Sicilia a noi sconosciuta.
Il borgo di Santa Rita e il forno rinato
Finito il breve giro della città, ci mettiamo in macchina e raggiungiamo Pierfilippo, che ci attende al borgo di Santa Rita, poco distante da Caltanissetta: un piccolo borgo disabitato dove Maurizio, giovane caparbio e lungimirante, ha voluto ridare vita all’antico forno di famiglia continuando ad occuparsi di panificazione in maniera tradizionale. Tutto sembra magico e surreale, un borgo fantasma dove ci siamo solo noi e nell’aria l’odore del pane appena sfornato, che ci fa venire come sempre una gran fame. In attesa che Maurizio finisca di impastare ed infornare, facciamo un giro per le vie del borgo, scorgendo angoli deliziosi e panorami mozzafiato. Oggi il cielo ha un colore spettacolare, che esalta ancora di più il giallo oro dei campi.
Pane, convivialità e gli asinelli di Salvatore
Dopo qualche scatto, rientriamo al forno per degustare dell’ottimo pane, condito con olio d’oliva fatto in casa, olive e buon formaggio...che bontà!!! Naturalmente il tutto accompagnato come sempre da ottimo vino e birra locale. Gustare questo cibo semplice ma genuino, all’ombra di un albanazzo in cortile, e scambiare quattro chiacchiere con nuovi amici è sempre una bella sensazione. Sembra quasi di essere a casa! Dopo pranzo, una passeggiata sotto il “pico” del sole (ora di punta in cui sarebbe preferibile stare al fresco riparo di un albero) per raggiungere gli asinelli di Salvatore, che lo stesso accudisce con tanto amore e dedizione! Anche lui come il padre ha una mente fervida e lungimirante.
Aragona e il resort dell’Ottocento
È arrivato il momento di proseguire, perché siamo soltanto all’inizio del nostro viaggio e ci attendono ancora tante novità! Tappa successiva Aragona, in provincia di Agrigento, dove abbiamo il piacere di pernottare in uno splendido resort, immerso nel verde e nella natura. Un casale dell’Ottocento ristrutturato pur mantenendo la sua essenza originale, impreziosito da oggetti antichi che attribuiscono alla struttura una bellezza tipica siciliana di altri tempi. Entrando ci si sente veramente a casa, tra salottini, una zona lettura, una piccola spa, sette stanze molto accoglienti, una meravigliosa piscina riempita con acqua salata e la cucina che evoca il ricordo dei nonni. Al nostro arrivo, infatti, veniamo accolte proprio in cucina come se fossimo di famiglia e Maddalena, la cuoca del resort, ci offre del caffè ed ottimi fichi appena raccolti, mentre prepara il menù da servire per cena. Scambiamo piacevolmente due chiacchiere anche con Maurizio, il titolare, che ci fa visitare il resort e ci racconta aneddoti legati alla struttura ed al territorio e, trasportati dal momento amarcord, telefona ad un amico che dall’altro capo, ci allieta con un canto in dialetto siciliano. Davvero emozionante!
La capra girgentana e le eccellenze casearie
Dopo esserci rifocillate per qualche minuto si riparte per andare alla scoperta di un’azienda agricola ubicata a Joppolo Giancaxio (Raffadeli), gestita da una giovane coppia che circa 10 anni fa, quasi per caso, ha iniziato ad allevare la meravigliosa capra girgentana, una specie in via di estinzione dalla straordinaria bellezza e dall’ottima qualità del latte, con il quale oggi producono anche degli ottimi formaggi. Facciamo un giro dell’azienda, conosciamo le regine di casa, “le capre”, e concludiamo con una degustazione di ottimi formaggi di capra: tuma, robiola e altri formaggi stagionati di loro produzione.
Cena tra amici e sapori della tradizione
Rientriamo al resort per la cena e, seduti al tavolo sorseggiando del buon vino, chiacchieriamo con Alice e Pierfilippo come se fossimo amici di vecchia data. Pierfilippo ci racconta alcuni aneddoti degli anziani del suo paese e ci fa ridere di cuore! La cena è deliziosa, dall’antipasto di verdure in pastella, alla zuppa con verdure e pasta fresca, dal secondo di coniglio con aromi al gelo di limone. Per concludere, una tisana con alloro e limone comunemente chiamata “canarino”, classica bevanda utilizzata come rimedio della nonna per digerire a fine pasto. Ci voleva! Ancora due chiacchiere e via a letto, domani ci aspetta un’altra giornata ricca di esperienze!
Sant’Angelo Muxaro e la scoperta dei sapori locali
Ci alziamo di buon ora e, prima di partire alla volta di altre scoperte, gustiamo l’ottima colazione preparata appositamente per noi: torta con fichi, biscotti fatti in casa, frutta fresca, e marmellate..La giusta carica prima di visitare un piccolo borgo arroccato su un monte, ricco di storia e gente di altri tempi, Sant’Angelo Muxaro, dove Pierfilippo da buon padrone di casa ci fa da cicerone.
Il forno di zia Maria e i sapori segreti
Pausa caffè e ci dirigiamo subito al forno di zia Maria, a conduzione familiare, dove tutti i prodotti vengono realizzati in un forno a legna degli anni ’50. Maria ci lascia a bocca aperta quando accenna a qualche parola in inglese con un perfetto accento british. Scopriamo, infatti, che è di origine inglese, quando inizia a raccontare la sua storia e cosa l’abbia spinta ad arrivare fin qui. Durante la nostra breve visita è un via vai di gente. Qui tutti si conoscono e Maria sa già cosa chiederanno. Mentre racconta, prepara un delizioso pane condito, che divoriamo in pochi minuti, nonostante sia ancora mattina, sedute sulla panchina davanti al forno. Ma non poteva mancare anche una degustazione di biscotti con miele e mandorle tostate. Ottimi! Volete sapere qual è la ricetta? Per scoprirlo dovete andare al forno di Maria: è segreta!
Murales, archeologia e il giovane pastore Angelo
Ci salutiamo e passeggiando per le vie di Sant’Angelo, ammiriamo dei bellissimi e particolari murales che arricchiscono le stradine del paese, interamente realizzati dai giovani della città, per poi spostarci al museo dove ammiriamo i reperti archeologici del luogo, collane, brocche ed utensili vari bellissimi. Ma ciò che spicca sono le 4 patere d’oro, diventate simbolo di Sant’Angelo, ed i tre pesanti anelli d’oro con varie raffigurazioni, scoperte dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del XX secolo. Dopo la visita ci dirigiamo nelle campagne e incontriamo un giovanissimo pastore del luogo, Angelo, che ci racconta la sua storia tra le sue pecore al pascolo.
San Biagio Platani e la casa di Aldo
Dopo qualche foto, proseguiamo verso San Biagio Platani. Raggiungiamo la casa di Aldo, che ci accoglie a braccia aperte. Dopo la pensione ha deciso di dedicarsi alle piante officinali, alla cura degli animali e alla creazione di oli essenziali, ma soprattutto alla cura dell’anima. Qui il tempo sembra fermarsi: tra natura, cibo genuino e una tavola imbandita sotto una tettoia, viviamo un’esperienza unica e autentica.
Drum circle e cena del pastore
La giornata si conclude con un’esperienza musicale e conviviale: il “Drums circle”, un momento di creazione musicale collettiva tra tamburi, tamburelli e strumenti di ogni tipo. A seguire una ricca cena del pastore con prodotti tipici locali e il tradizionale dolce “battaglione”. Una serata magica, piena di emozioni e condivisione.
Conclusione del viaggio in Sicilia
Soddisfatte per le nuove esperienze vissute e per le belle persone incontrate, salutiamo tutti coloro che ci hanno accompagnato in queste due giornate intense, alla scoperta di un nuovo pezzo della nostra Sicilia. Domani si rientra!
Ma siamo pronte per una nuova esperienza…e tu?









