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Estate in Sicilia: Tra Fede e Folklore con San Calogero e la Madonna del Monte

Estate in Sicilia: Tra Fede e Folklore con San Calogero e la Madonna del Monte

Estate in Sicilia: Tra Fede e Folklore con San Calogero e la Madonna del Monte

Il sole di luglio in Sicilia non concede tregua. Cuoce la terra gessosa, fa tremare l’aria sopra l’asfalto e spinge l’ombra a nascondersi sotto i muri di pietra. Eppure, in questo cuore infuocato dell’estate agrigentina, il silenzio della controra viene spazzato via da un ritmo ancestrale, un battito profondo che sembra salire dalle viscere della terra: il suono dei tamburi.

Se stai cercando un’esperienza autentica, lontana dai classici circuiti turistici e densa di emozione pura, le feste di San Calogero ad Agrigento e di Maria Santissima del Monte a Racalmuto sono due tappe obbligatorie del tuo viaggio estivo in Sicilia.

1. Agrigento: Il sudore e il pane di San Calò

La prima domenica di luglio, la giornata ad Agrigento inizia all’alba. La città profuma di muffuletti, i piccoli panini morbidi aromatizzati al finocchietto selvatico, sfornati a migliaia per l’occasione.

Quando la statua di San Calogero, il “Santu niuru” (il Santo nero), varca la soglia del santuario, la piazza esplode. Non aspettarti una processione silenziosa: questa è una vera e propria manifestazione di corpo a corpo fatto di fede e muscoli. Centinaia di portatori a piedi scalzi sorreggono la pesante vara lignea, oscillando sotto lo sforzo tra le grida della folla:

“E vva l’aiutu! Spatrunatu di San Calò!”

La tradizione del lancio del pane

Se guardi in alto verso i balconi di via Atenea, vedrai uno spettacolo unico: la gente lancia pagnotte di pane benedetto verso il Santo. È un gesto antico che ricorda quando il monaco eremita Calogero girava per la città afflitta dalla peste a chiedere cibo per i poveri, e i cittadini glielo gettavano dalle finestre per paura del contagio. Oggi, i devoti saltano per afferrarlo e si arrampicano sulla statua per asciugare con dei fazzoletti bianchi il “sudore” del Santo, da custodire come reliquia.

2. Racalmuto: I cavalli e il carro della Madonna del Monte

Il fine settimana successivo (la seconda settimana di luglio), la scena si sposta a Racalmuto, il paese della ragione e della scrittura di Leonardo Sciascia. Qui, per tre giorni all’anno, la razionalità cede il passo alla travolgente passione per Maria Santissima del Monte.

La festa è un teatro a cielo aperto. Il venerdì sera si mette in scena la vinuta di la Madonna: la rievocazione storica del miracolo del 1503, quando la statua della Vergine arrivò su un carro trainato da buoi che si fermarono proprio dove oggi sorge il Santuario.

Le “Prummisioni” e la scalata dei cavalli

Il momento più adrenalinico è quello delle “Prummisioni” (le promesse) tra il sabato e la domenica. I devoti sciolgono i loro voti scalando la ripidissima scalinata del Santuario a dorso di cavalli magnificamente bardati a festa.

I destrieri scalpitano sul selciato scivoloso, incitati dalle grida dei cavalieri e dallo scampanellio dei finimenti, mentre i tammurinara battono i loro strumenti senza sosta. Più tardi, la Vergine viene portata in processione su un maestoso carro trionfale a forma di nave, che “naviga” sopra una marea di fedeli fino ai fuochi d’artificio finali in piazza Barona.

Due volti della stessa anima siciliana

Queste due celebrazioni, così vicine nello spazio e nel tempo, mostrano due sfumature diverse dello stesso popolo:

• San Calogero è l’abbraccio fisico, il sudore comune e la carità che piove dal cielo sotto forma di pane.
• La Madonna del Monte è la fierezza del passato, il coraggio dei cavalieri e la forza della tradizione.

Se pianifichi un viaggio in Sicilia a luglio, lasciati trasportare dal ritmo dei tamburi: non te ne pentirai. Vi assicuriamo la bellezza e la suggestione tipiche delle feste siciliane.

Noi, abbiamo risposto a questo antico richiamo: abbiamo partecipato in prima persona e vissuto sulla nostra pelle le emozioni travolgenti di queste celebrazioni straordinarie, lasciandoci trasportare da un’energia impossibile da raccontare solo a parole.

Foto di Isolani per Caso e dal web: VISIT VALLE DEI TEMPLI, PICCOLA GRANDE ITALIA, AGRIGENTO

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