“U Liotru”, simbolo della città “semprerifiorente”

“U Liotru”, simbolo della città “semprerifiorente”

“U Liotru”, simbolo della città “semprerifiorente”

Perché l’Elefante è simbolo della città di Catania? Tra storia e leggende, una città distrutta nei secoli da eventi bellici, terremoti, sepolta dalle lave ma “semprerifiorente”, come la definisce il professor Santi Correnti, che è stato docente universitario di Storia di Sicilia e studioso appassionato della nostra terra

Passeggiando per le strade della città barocca e monumentale ci siamo mai chiesti perché l’elefante è simbolo della città? Come scrive Santi Correnti “le leggende catanesi hanno tutte un addentellato con la realtà storica”, fondono mito e leggenda e presentano tutte un fondamento storico. Non tutti sanno, ad esempio, riguardo al famoso pachiderma che nel telone del teatro Massimo Bellini è pennellata da Giuseppe Sciuti la battaglia dei Catanesi contro i Libici. La vittoria è esistita solo nella fantasia dei Catanesi e come racconta lo storico Pietro Carrera, i Catanesi catturarono gli elefanti Libici e pertanto l’elefante divenne simbolo di questa importante vittoria. “Liotru o Diotru”, è chiamata la statua lapidea che da secoli è posta in piazza Duomo. Il nome è collegato al mago Eliodoro, che visse nell’VIII secolo e cavalcò l’elefante per compiere le sue magiche imprese. Ad Aci Castello si narrava un’altra antica leggenda: un elefante che scacciò da Catania tutti gli animali nocivi alla città e venne scelto come simbolo. Al 1781 risale un’altra ipotesi formulata dall’architetto Ignazio Paternò Castello, principe dei Biscari, che ricollegava l’elefante ad un ornamento del circo catanese, ipotesi pensata veritiera non per l’elefante ma per l’obelisco che regge sul dorso la statua, meta dell’arena del circo.

Un simbolo, insomma, che ritroviamo un po’ dappertutto, dalle decorazioni del palazzo municipale, chiamato “palazzo degli elefanti”, allo stemma del Comune recante un piccolo elefantino rosso. Siamo ormai affezionati al nostro pachiderma tanto che i catanesi più anziani si definiscono “marchio elefante” (o più comunemente marca liotru), proprio per indicare che sono autentici catanesi e non della provincia. Considerato Talismano in età bizantina contro le difese del vulcano, simbolo della città, Plinio definiva l’elefante “quello che più si avvicina all’uomo tra gli animali”. Monumento sistemato e completato da Vaccarini, nel 1731 , racchiude in sé tre civiltà: sicula per l’elefante, egizia per l’obelisco, cristiana per la croce e il richiamo a sant’Agata.

Potremmo, infine, considerare l’elefante un simbolo di saggezza come in oriente, dove l’animale viene considerato sacro, intelligente e dotato di forza. In India è simbolo di immutabilità e stabilità del macro cosmo. Nell’ antica Cina era simbolo di sapienza e forza.

Orgogliosi del nostro elefante, del vigore, della maestosità monumentale e delle radici storiche che nasconde la città di Catania non dimentichiamoci di fermarci a riflettere e osservare: sentirci ogni tanto elefantini, saggi ,vigorosi e forti!

Testo: Giovanna Muzzetta
Foto: Edoardo Murgo e dal web

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