Mistretta: sui Nebrodi tra arte, natura e tradizioni

Mistretta: sui Nebrodi tra arte, natura e tradizioni

Mistretta: sui Nebrodi tra arte, natura e tradizioni

Week end alla scoperta di nuovi scorci di Sicilia, destinazione Mistretta, La “Sella dei Nebrodi”.

Si parte per un week end alla scoperta di nuovi territori e come sempre ci mettiamo in auto di buon mattino per raggiungere Mistretta, in provincia di Messina.
Mistretta è sita tra gli 850 e i 1100 metri sul livello del mare, immersa nel meraviglioso Parco dei Nebrodi.

E’ conosciuta anche come “Sella dei Nebrodi” per la sua particolare posizione, a metà strada tra Palermo e Messina, in prossimità del mare. Nonostante sia una cittadina montana, il panorama che si apre ai nostri occhi salendo di altitudine è spettacolare! Dai boschi si estende fino al mare offrendo la vista delle Isole Eolie particolarmente visibili nelle giornate limpide. Quando il paesaggio si ricopre di neve diventa ancora più suggestivo.

Dopo circa 2 ore di auto, passando dall’entroterra e attraversando la provincia ennese, arriviamo a Mistretta dove ad attenderci troviamo Riccardo, nostra guida per l’intero week end.

Per l’occasione siamo ospiti presso la sua casa vacanze, una deliziosa location con un patio in pietra incorniciato tra piante e fiori, una bella atmosfera di casa.

Dopo aver lasciato il bagaglio in camera, preso un buon caffè, c’incamminiamo verso il centro passando davanti alla Villa Comunale considerata un’ importante area verde per varietà di piante, un tempo orto dei cappuccini e annessa alla chiesa di San Francesco d’Assisi.

Iniziamo così il nostro giro per le strade di Mistretta con Riccardo che, da ottimo cicerone, racconta che la cittadina risale al periodo greco romano e che i numerosi e sontuosi palazzi, tra i quali il Palazzo Russo, Palazzo Salomone e Palazzo Faillaci, appartenevano a ricche famiglie, non nobili ma proprietari terrieri. Infatti, l’economia di Mistretta si basa da sempre principalmente sulla pastorizia e l’agricoltura: assolutamente da non perdere l’assaggio della famosa provola dei Nebrodi DOP, buonissima e particolare in quanto, durante la lavorazione, al suo interno viene inserito un verdello.

Nel corso della nostra passeggiata viene posta l’attenzione sulle facciate in pietra, le cornici che abbelliscono i palazzi e le splendide ringhiere in ferro battuto. Mistretta vantava, infatti, un’eccellente maestranza, dai fabbri agli intagliatori del legno, ai lavoratori di una particolare pietra, la Quarzarenite. Estratta dalla cava presente nella cittadina, è una pietra naturale in grado di adattarsi a molteplici usi che per il suo colore prende il nome di “dorata”. Fermi davanti ad una piccola bottega, Riccardo suggerisce di alzare gli occhi verso il cornicione: indovinate che attività c’era qui un tempo? Una volta era il negozio di un barbiere, come testimoniano forbice, pettine e rasoio scolpiti sulle pietre al di sotto del balcone; questo ci fa capire quanto gli antichi fossero attenti ai dettagli dando valore ed importanza alla propria maestranza.

Continuando la nostra passeggiata ci imbattiamo in uno dei palazzi più antichi, belli e scenografici di Mistretta, Palazzo Scaduto, realizzato in stile barocco, con un portale arricchito da due maestose sculture laterali e al cui interno custodisce la più alta scala alla “trapanese” della Sicilia; si tratta di una particolare scala sospesa di pietra monoblocco a vista, tipica dell’architettura civile trapanese dell’Ottocento.

Ma Mistretta è anche ricca di numerosissime chiese, 22 per l’esattezza e così decidiamo di visitarne qualcuna: tra queste la Chiesa di San Sebastiano, dallo stile semplice con legno e pietra bianca, connubio tra antico e moderno, ricca di opere e dipinti di Noè Marullo, scultore amastratino, con al centro dell’altare la bellissima e suggestiva statua di San Sebastiano, dedicata al Patrono di Mistretta. Una curiosità? La vara di San Sebastiano, a gennaio e nel periodo estivo viene portata in processione correndo per le vie del paese, grazie ai suoi devoti. Una festa molto suggestiva!

Ci rimettiamo in cammino e da lontano scorgiamo i ruderi del Castello di Mistretta, raggiungibile in soli 15 minuti di cammino, per godere di un panorama mozzafiato su tutta Mistretta fino all’Etna ed alle Isole Eolie.

Altra tappa arrivate alla Piazza Centrale è la Chiesa Madre, dedicata a Santa Lucia. Un particolare che ci salta all’occhio prima di entrare è il portale laterale principale della chiesa, sul quale è raffigurata l’Aquila, stemma della città grazie a Federico II che la definì “città imperiale”. All’interno si possono ammirare le diverse e bellissime opere di Antonio Gagini, la Cappella della Madonna dei Miracoli e la Cappella di santa Maria Odigitra.

Ci soffermiamo qualche minuto e riprendiamo il nostro giro, proseguendo verso il Museo regionale delle Tradizioni Silvio pastorali.

Primo museo demo-etno-antropologico regionale creato in Sicilia, questo museo è stato intitolato a Giuseppe Cocchiara, illustre antropologo, demologo e studioso delle tradizioni popolari, scienziato di fama internazionale.

Entrando rimaniamo affascinate dalla grande collezione di dipinti su vetro, con figure sacre tra le più grandi d’Europa. Proseguendo la visita, facciamo un vero e proprio tuffo nel passato, ammirando gli utensili, gli indumenti, la riproduzione di alcune abitazioni, un tempo chiamate “pagghiaru” (capanne dei pastori) e svariati oggetti impiegati nella pastorizia, nell’agricoltura, nella produzione di grano, di carbone, nella caccia e produzione di vino. Tutto ciò che creava economia e serviva per la sopravvivenza del popolo siciliano….le nostre meravigliose tradizioni!

Diventa tutto un momento anche di gioco e, così, tra domande e risposte varie, Riccardo ci fa notare ma, soprattutto, ci spiega cos’era lo “scapularo”, un mantello utilizzato dai pastori, creato con lana pressata per renderlo impermeabile, “U fussuni”, un cumulo di legna accesa che veniva interamente ricoperta da terra per diversi giorni per produrre il carbone. La bella collezione di campanacci e borracce create con la zucca ed i bicchieri realizzati con le corna delle mucche.

Usciamo dal museo per dirigerci al quartiere arabo e visitiamo un altro museo, questa volta ci immergiamo nella fauna siciliana, ammirando i tanti animali terrestri ed acquatici imbalsamati.

Salutiamo i tre ragazzi che ci hanno fatto da guida e ci spostiamo in un’accogliente piccola SPA di recente apertura. Archi di pietra, ampi spazi, musica e candele, piscina con idromassaggio, sauna, bagno turco; la sensazione entrando è solo una: lasciateci qui!

Senza accorgercene si è fatta l’ora di pranzo e ci dirigiamo nel bar più frequentato del paese dove, dopo un pranzetto leggero, gustiamo un ottimo gelato artigianale.

Ma il nostro tour non è finito qui! Ci rimettiamo in viaggio verso la Fiumara D’Arte.

La Fiumara D’Arte è un museo a cielo aperto costituito da 11 opere, sculture ed istallazioni realizzate da artisti contemporanei internazionali, collocate in diversi comuni del territorio di Messina. Nasce dalla volontà dell’imprenditore Antonio Presti, che commissionò la prima opera “La materia poteva non esserci”, in memoria del padre scomparso.
Da lì Presti immaginò di aggiungerne altre per realizzare un parco scultoreo, fondò la l’Associazione culturale Fiumara d’arte, oggi, Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’arte.

La prima opera che visitiamo è Il “Labirinto di Arianna”, legata alla leggenda greca del filo di Arianna, grazie al quale il suo amato, dopo aver ucciso il minotauro, riavvolgendolo, ritrova l’uscita e si salva. L’opera si presenta come un serpentone color corallo che si avvolge su se stesso come una spirale infinita al cui centro si erge, custodito, il prezioso albero della vita.

Riusciamo a raggiungere il suo fulcro, ovviamente con qualche sorriso e scherzando sulla eventuale possibilità di rimanere all’interno del labirinto. Qui ad attenderci un ulivo che abbracciamo per ricaricarci di energia. Dopo qualche scatto torniamo indietro per ammirare il meraviglioso panorama che si estende sui promontori circostanti e ascoltare il silenzio rotto dal tintinnio dei campanacci delle mucche in lontananza.

Piccolo break al chioschetto lì vicino, un punto di ristoro molto accogliente per i tanti visitatori, dove è possibile consumare pasti con prodotti locali e si prosegue con il nostro giro per visitare le altre opere, “Una curva gettata alle spalle del tempo”, “L’Energia Mediterranea”, tutte ricche di fascino e di una propria storia per poi arrivare, dopo un tragitto con qualche curva, in una collinetta dove davanti a noi si erge imponente l’opera “38°Parallelo-Piramide”: alta 30 metri, è stata costruita con centinaia di lastre di acciaio corten, materiale che diventa di colore bruno a contatto con l’aria, così da far mimetizzare ed integrare l’opera con il territorio circostante.

Lungo lo spigolo occidentale è presente una fessura da cui, nell’ora del tramonto, filtra la luce all’interno dell’opera. Per l’artista, il triangolo è l’immagine a tre punte i cui vertici sono Arte, Religione e Filosofia. Cioè la Sicilia.

Il suo interno è possibile visitarlo soltanto nei giorni del 21 e 22 giugno, in occasione del solstizio d’estate, in cui viene organizzato l’evento annuale chiamato “Rito della Luce” o in occasioni di eventi particolari. Foto di rito, visto il panorama mozzafiato: colline, mare, fitta vegetazione, cielo sereno ed uno spettacolare tramonto dove il sole bacia la collina che ammiriamo nel totale silenzio….la pace dei sensi!

Continuando il nostro viaggio in auto, rimaniamo affascinate dalle distese di boschi e verde che circondano questo luogo rendendolo un incantevole angolo dove potersi rilassare e vivere il contatto diretto con la natura.

L’ultima opera che visitiamo, ci porta direttamente al mare, in spiaggia. Il “Monumento per un Poeta Morto” conosciuta come “Finestra sul mare”, una cornice alta 18 metri, dedicata dall’artista al fratello poeta, è un inno all’infanzia e al colore.

E’ arrivato il momento di rientrare per cena e Riccardo ci accompagna in uno dei ristoranti più noti del paese dove gustiamo in sua compagnia un antipasto con prodotti tipici locali, tagliere di formaggi e salumi. A seguire tagliata di carne, arrosto misto e coste di maiale, il tutto accompagnato da ottimo vino locale. Tutto squisito. Tra chiacchiere spensierate e nuovi progetti da sviluppare, la giornata si conclude in bellezza.

Continua…

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