Sciacca e la sua gente, custode di antiche tradizioni

Sciacca e la sua gente, custode di antiche tradizioni

Sciacca e la sua gente, custode di antiche tradizioni

Non tutti conoscono le sue origini, ma da alcuni studi sembrerebbero essere antichissime; si pensa, infatti, che Sciacca sia abitata fin dall’era neolitica.

Ed è proprio da qui che, dopo un lungo periodo di inattività, riprendiamo i nostri giri alla scoperta di nuove chicche. Come ogni viaggio anche questo  ha diverse tappe e Aragona è tra quelle: ad attenderci rispettivamente Rosario e Maurizio, per una breve ma intensa sosta, durante la quale ci raccontano le ultime novità, ottima occasione per rafforzare i legami già creati nel nostro precedente soggiorno.

Dopo un pranzo veloce, proseguiamo alla volta di Naro, un centro di primaria importanza durante il periodo arabo, dichiarata da Federico II di Svevia città fulgidissima. Si tratta di un piccolo borgo ricco di chiese barocche, e di storia. Camminando tra i vicoli arriviamo fino al Castello, fortezza del borgo. E come in ogni Castello, anche questo racchiude una leggenda di cui ci narra il suo custode: in una notte di luna piena, il paggio di nome Beltrando, con il suo liuto cantava del suo amore per Giselda. Questi però fu sorpreso dal marito geloso, ai tempi signore di Naro. Così, si racconta che il paggio venne ucciso e gettato giù dalla torre e Madonna Giselda rinchiusa in un cella buia fino alla sua morte. Sembrerebbe che il suo fantasma, nelle notti d’autunno, vaghi ancora per il terrazzo del castello. Incantate da questo racconto, diventiamo anche noi per qualche ora delle vere castellane (ovviamente senza una tragica fine) e proviamo l’emozione di un panorama mozzafiato che si può godere dall’alto della torre, da cui si riesce a vedere tutto il territorio circostante: dal lago artificiale di San Giovanni, dove si svolgono spesso gare di canottaggio a livello europeo ed internazionale, a Caltanissetta, fino a scorgere anche la nostra amata Etna.

Ci perdiamo tra i vicoli, vuoti, silenziosi dove, di tanto in tanto, sentiamo il rintocco dell’orologio di una delle tante chiese. Ma anche questo ha il suo fascino e non possiamo che godere di una splendida e calda giornata di febbraio, immortalando con qualche scatto ciò che i nostri occhi possono ammirare. Nel tardo pomeriggio proseguiamo verso Sciacca dove ad accoglierci troviamo Giovanna, una donna piena di energia e splendidi sorrisi. Chiacchieriamo un po’ ma, essendo parecchio stanche, dopo cena andiamo a dormire, per ricaricare le energie visto che al risveglio ci attenderanno tante esperienze all’insegna del buon cibo e del contatto con la natura.

Di buon mattino veniamo coccolate da un’ottima colazione, che ci da il giusto sprint per iniziare la nostra giornata…si parte! Facciamo un giro al centro di Sciacca, il cielo terso di un blu spettacolare. Finalmente torna anche il calore del nostro sole siciliano. Ed è proprio vero, non si conosce mai fino in fondo la meta di un viaggio e anche questa volta scorgiamo angoli caratteristici, facciamo incontri speciali: alcuni anziani, intenti a giocare a carte seduti in un giardinetto pubblico, al nostro passaggio iniziano a raccontare aneddoti, si fanno fotografare e sorridono insieme a noi di cuore, orgogliosi della loro amata Sciacca. Ma la nostra giornata è appena iniziata e ci aspetta un pranzo al porto con Giovanna e Angela, presso un ristorante con terrazza sul mare, dove oltre agli ottimi piatti a base di pesce, si può godere di una splendida vista e dei profumi e rumori del mare: i nostri sensi sono del tutto appagati!

Nel pomeriggio raggiungiamo il baglio di Giovanna pronte per una nuova esperienza da provare con lo chef Giovanni. Non potete immaginare cosa e soprattutto dove! In aperta campagna, circondati da ulivi e alberi di limoni. Cosa ci facciamo qui? Attorno ad un pozzo, allestito di tutto punto, ci accingiamo a preparare la granita siciliana come si faceva un tempo. Iniziamo raccogliendo i limoni direttamente dagli alberi, li spremiamo e lo chef ci mostra l’antico procedimento di preparazione della granita, sostituendo lo zucchero con il miele e utilizzando il metodo di raffreddamento dentro al cestello. Tutto questo tra battute, risate, foto…ed è subito festa! Dopo un’ora circa di preparazione, possiamo finalmente gustare un’ottima granita al limone accompagnata da grissini al sesamo e brioche: che bontà!

Quasi all’imbrunire, e finita la nostra degustazione, ci spostiamo all’interno del baglio e ci accomodiamo davanti alla stufa a legna per riscaldarci e lasciarci coccolare da Giovanna che ci offre degli ottimi biscotti fatti in casa. Ma non è finita qui! Perché adesso ci prepariamo per il laboratorio di uncinetto: siamo tornate indietro nel tempo, donne siciliane che attorno al fuoco, tra una chiacchiera e l’altra, sferruzzano e creano piccoli capolavori da portare a casa! Stanche ma soddisfatte andiamo a riposare. Anche domani ci aspettano tante nuove esperienze da provare.

Dopo colazione torniamo al baglio dove, prima di mettere le mani in pasta, ci dedichiamo ad una salubre passeggiata in mezzo alla natura e ad una lezione di yoga con l’istruttrice Agata! Rilassate e raggiunta la nostra postazione, dove troviamo grembiule e mattarello  ben posizionati, ci rimbocchiamo le maniche ed eccoci pronte ad impastare…farina, acqua e olio di gomito!

Lo chef Gianluca ci guida nella preparazione di un ottimo pranzo: pane di casa, pasta di diverse forme (busiate, orecchiette e tagliatelle), che gusteremo con un sughetto di alici, finocchietto pomodoro, mandorle e alcuni ingredienti segreti che ci vengono svelati, ma che ovviamente terremo per noi: se desiderate scoprirli non vi resta che provare di persona! Per finire in dolcezza, prepariamo i ravioli con ricotta e gocce di cioccolato, in altre zone della Sicilia dette “cassatelle”. Non vediamo l’ora di assaggiare tutto questo prelibatezze! Durante la preparazione, Gianluca racconta la storia del cibo, la provenienza e le proprietà di ogni ingrediente, qualche piccola curiosità e ci da anche degli ottimi consigli per cucinare al meglio.

Una volta completata la preparazione, gustiamo il nostro pranzo all’aperto, mantenendo il dovuto distanziamento, respirando aria pura, gioiosa e, ancora una volta, ci sentiamo a casa! Tant’è che alla conclusione del pranzo, Giovanna ci racconta una storia di altri tempi: in quel baglio viveva un tempo una grande famiglia di agricoltori e i figli, che fino a diciotto anni non si erano mai allontanati da quel luogo, pensavano che quel posto rappresentasse i confini del mondo! Storia di altri tempi, storia fatta di semplicità e genuinità!

Nonostante, ancora una volta, Sciacca e la sua gente ci abbiano regalato delle bellissime giornate, per noi isolane è arrivato il momento di rientrare a casa. Con il cuore pieno di gioia salutiamo i nostri nuovi amici, con i quali porteremo di certo avanti tante attività ed emozionanti esperienze.

Noi siamo pronte per una nuova esperienza.…e tu?

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