Sistema Rete Museale Iblei

Sistema Rete Museale Iblei

Sistema Rete Museale Iblei

La rete museale degli iblei cresce a Sortino, Floridia e Canicattini Bagni

Per scoprire una Sicilia insolita basta salire in macchina e puntare il dito verso nuove mete. Cosi, giorno 1 agosto, nonostante il caldo infernale, riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta di alcune aree interne della provincia di Siracusa.

Dopo circa 45 minuti, partendo da Catania, arriviamo a Sortino dove ci attendono Fiorenzo e Beppe con i quali iniziamo il nostro tour, visitando un laboratorio di ceramiche dove conosciamo tre donne vulcaniche ed intraprendenti: Mariagrazia, Milena e Cinzia, tre sorelle che hanno trasformato una semplice passione per la ceramica nel proprio lavoro, riuscendo così a creare un vero angolo di tradizione, artigianato e arte. Durante la nostra visita ci raccontano dei loro progetti e di ogni singolo oggetto creato con amore, trasmettendo tanta emozione. Ci piace il loro entusiasmo nel raccontarsi, ci piace ciò che creano! Dopo una breve chiacchierata, ci salutiamo per andare alla scoperta delle rete museale degli iblei!

La prima tappa è l’Antiquarium Medievale, dove incontriamo Gioacchino. Ci parla di archeologia con tanta semplicità da rendere tutto facilmente comprensibile; il suo racconto della Sortino antica, con i suoi ritrovamenti preistorici, le sue terrecotte, e gli antichi utensili, diventa veramente un ricordo dei nostri antenati. Ma ci sorprende anche con i sui plastici e murales, con la lavorazione della pietra e della pittura, tutte attività che trasferisce con passione in laboratori creativi!

Ci salutiamo e, mentre ci accingiamo ad andare verso il secondo museo, le vie di Sortino ci regalano scorci di antichi palazzi e chiese meravigliose. Eccoci alla Casa dell’apicoltura, tradizionalmente chiamata “A casa do’ fascinaru. Maria Concetta e Beppe ci narrano di come gli antichi apicoltori producessero il miele: dalla creazione delle arnie, al trasporto delle api con la “carretta”, al momento della smielatura dei favi, alla separazione del miele dalla cera. Ascoltarli è stato davvero piacevole!

Ma una terza tappa ci aspetta ed Fiorenzo ci porta nel suo museo, quello del carretto siciliano “Rio”. Ci racconta di come la collezione di carretti presente sembrava fosse andata perduta e come per un caso fortuito sia invece arrivata a lui. Una storia incredibile, da ascoltare con le proprie orecchie! Scopriamo la storia del carretto e delle due principali scuole di pensiero, quella palermitana e quella catanese, passando così dai più antichi realizzati con manifatture semplici ai più moderni con i loro colori accesi e i decori in cui vengono rappresentate opere e immagini sacre.

Ci spostiamo, infine, verso l’ultimo museo in programma, quello dei pupi. Magico mondo dell’opera dei pupi Siciliani, patrimonio immateriale dell’umanità. Qui è custodita tutta la collezione di pupi della famiglia di Don Ignazio Puglisi. Entriamo in un mondo incantato, narrato con enfasi da Gianfranco, un’artista a tutto tondo! Ammiriamo i Pupi che hanno calcato palchi diventando i protagonisti di meravigliose opere e spettacoli tragici e divertenti! Ma una parte importante all’interno del museo è il laboratorio dove, ancora oggi, con metodi antichi, si può creare qualsiasi pezzo si desideri utilizzando fogli di rame. E così ci mettiamo all’opera anche noi, realizzando insieme al nostro ospite un piccolo cuore, che portiamo a casa come souvenir di questo incontro!

La nostra giornata è veramente ricca di sorprese e dopo una brevissima pausa si riparte per Floridia, a circa 30 minuti di macchina da Sortino. Qui troviamo ad attenderci la dottoressa Bruno che ci accompagna nella visita al Museo etnografico Nunzio Bruno. La voglia di conoscere la storia di queste meravigliose realtà è così tanta da farci dimenticare caldo e stanchezza! Scopriamo così come il padre abbia raccolto negli anni tesori dal valore inestimabile, oggetti, utensili antichi di ogni genere, oggi parte fondamentale del museo stesso. Si passa dai piccoli banchi di scuola, agli utensili usati in agricoltura per il bestiame, per la produzione di  vino, per la creazione di carretti, per la panificazione e tanto altro ancora.

Ma le sorprese non finiscono mai e Carmela, addetta al laboratorio di panificazione, ci mostra come creare le tradizionali forme di pane di Floridia, tramandate di generazione in generazione! All’interno del museo troviamo anche un’altro laboratorio, quello del ricamo e  Patrizia ci mostra dei veri capolavori. “A figghia ‘nta fascia a doti ‘nta cascia”, recita un antico detto siciliano (la bimba in fasce ed il corredo nella cassapanca), ad indicare quanto fosse importante per ogni madre preparare il corredo per le proprie figlie prima delle loro nozze! Dalle lenzuola alle tovaglie, tutto doveva essere ricamato e pronto per il matrimonio! E anche qui siamo state catapultate nel cuore delle nostre tradizioni!

Altro giro, altra corsa ed eccoci a Canicattini Bagni, a circa 20 minuti di macchina da Floridia. Il caldo sembra aver preso il sopravvento su di noi, ma l’incontro con il Professor Uccello, presso il Museo Civico del tessuto e dell’emigrante, ci fa dimenticare tutto. Rimaniamo letteralmente rapite dalle sue spiegazioni e dai suoi racconti, che intermezza con detti in siciliano antico. Scopriamo la tecnica di tessitura della lana e del lino, le varie fasi della lavorazione per poi arrivare alla sua colorazione naturale grazie alle piante e all’urina, qualcosa di veramente incredibile! Ci racconta della lavorazione delle coperte pesanti, in siciliano dette ”cutre”, del ricamo con i fili di oro, per passare poi alle piante officinali, che anticamente venivano utilizzate anche per riti contro “u malocchiu“ (malocchio), pozioni d’amore e per la cura di tante malattie! Ci spostiamo, infine, nella parte del museo dedicata all’emigrante e Giuseppe, un collaboratore, ci fa percorrere le varie fasi dell’emigrazione dei nostri avi e di come questi abbandonassero spesso casa e famiglia per andare in America, alla ricerca della propria fortuna.

E con questo finiamo la nostra visita, foto di rito, saluti e via verso casa. Oggi abbiamo scoperto un territorio ricco di cultura e gente fantastica, che ci ha fatto conoscere più da vicino le nostre radici e tante antiche tradizioni!.

Noi siamo pronte per una nuova esperienza…e tu?

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Questa è la storia di Cristian, 36 anni, originario di Fano, che si definisce cittadino del mondo con  l’ambizione di scoprirlo tutto, non da turista, ma da viaggiatore.
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